Tassa “Airbnb”, una mannaia o un’opportunità? Ecco alcune info utili

Tassa “Airbnb”, una mannaia o un’opportunità? Ecco alcune info utili

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Dopo un breve periodo di riflessione, i simpaticissimi dirigenti dell’Agenzia delle Entrate hanno deciso: stop alle locazioni brevi selvagge, sì alla tassa “Airbnb”.

L’appuntamento con la tassa che prende il nome dal celeberrimo portale per i mini-affitti turistici è fissato per il 16 ottobre (per i pernottamenti effettuati a partire dal 12 settembre). Interessati in prima linea, gli intermediari che avranno pochi giorni per mettersi in regola.

N.B. Per i periodi precedenti, a causa della fase di incertezza dovuto all’avvio delle norme, vige lo Statuto del contribuente con una moratoria sulle sanzioni. Ma non sull’invio dei dati: dovranno infatti essere inviate al fisco le informazioni sulle locazioni a partire dal primo gennaio. Le nuove norme sono di fatto scattate ora.

Per maggiori info (come funziona, le regole per versare le imposte e le sanzioni), clicca qui.

 

Adesso però, passiamo a noi…

Il turismo giù da Noi, ma non solo, si basa molto (principalmente) sulle locazioni a breve termine. La presenza infatti di B&b è molto esigua rispetto alla domanda. Indubbiamente la tassa è stata pensata per tutelare proprio questi imprenditori. Dall’altro lato del ring però molti locatori si ritroveranno colpiti dall’ennesima tassa che potrebbe danneggiare irreversibilmente un sistema già claudicante.

Volente o nolente, questa nuova legge condizionerà tutto il turismo nazionale (con ripercussioni maggiori sui luoghi come i nostri che sopravvivono anche grazie ai due mesi estivi) e ‘ngi piacerebbe sapere la vostra opinione. Cosa ne pensate? La nuova tassa Airbnb rappresenta una mannaia o un’opportunità?

“AI COMMENTANTI L’ARDUA SENTENZA!”