Sai cos’è la ‘Ndussa? E’ lo spuntino dei campioni!

Sai cos’è la ‘Ndussa? E’ lo spuntino dei campioni!

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Vuoi un fisico tonico e scolpito? Vuoi eliminare quei brutti rotolini di grasso che non ti fanno sentire a tuo agio davanti allo specchio? Ecco la cura che fa al caso tuo: vai a raccogliere le olive ca’ s’ perdn ed è peccat!!

Con/dalle olive si ricava infatti l’Olio (il petrolio del TerroneNato) ma anche altri succulenti prodotti, vedi la ‘Ndussa, lo spuntino dei campioni.

Cos’è la ‘Ndussa?

In soldoni la ‘Ndussa sono le olive verdi schiacciate e poi messe in salamoia. Tutto qui? Ma anche no… perchè con alcuni accorgimenti, queste olive diventano una vera e propria prelibatezza, da gustare da sole e/o con una bella fella di pane, possibilmente di Cerchiara.

Detto ciò, dai Noi, le occasioni per mettersi alla prova con la raccolta delle olive sono tante. Di cosa bisogna munirsi? Pazienza, uno stiavucc’ (uno spuntino speciale) e, qualora non foste disposti di strumenti ultratecnologici, nu vett’ (un bastone, possibilmente una canna di bambù).

INGREDIENTI

2 kg di olive verdi – Peperoncino – Semi di finocchio selvatico fresco – Aglio – Olio d’oliva – Sale qb

PREPARAZIONE

Per schiacciare le olive usare un bel Pish’cone (grossa pietra, possibilmente piatta) o, semplicemente, il batticarne (anche se si perderebbe quella intrinseca magia) e un tagliere su cui poggiarle man mano che si procede. Completata l’operazione, trasferitele in un capiente contenitore, riempito per metà di acqua che servirà a non farle annerire.

Primo accorgimento –  Sostituire l’acqua e coprire con un telo avendo cura di cambiare l’acqua ogni giorno, mattina e sera, per 4 o 5 giorni per far sì che perdano l’amaro.

Trascorso tale periodo, scolatele per bene, strizzando una manciata alla volta, in modo da eliminare tutta l’acqua.

A questo punto conditele con sale, aglio, finocchio selvatico e peperoncino tagliato a pezzetti. Mescolate per bene e riempite i buccacc’ (vasetti), precedentemente lavati e sterilizzati.

Secondo accorgimento – Man mano che si procede, pressare con forza, eliminando il liquido che si forma. Fatto ciò, riempiteli quasi fino all’orlo e coprite con olio d’oliva nostrano cercando di farlo filtrare in eventuali spazi vuoti.

Terzo accorgimento – In seguito, poggiate il coperchio sul vasetto senza chiudere. Il giorno successivo controllate il livello dell’olio e, se necessario, aggiungetene altro. Ora sì che si può avvitare il tutto per poi mettersi l’anima in pace e attendere una decina di giorni prima di consumare la magica ‘Ndussa.

Soddisfatti o rimborsati!