10 prodotti tipici da assaggiare assolutamente quando “scendi” al Sud

10 prodotti tipici da assaggiare assolutamente quando “scendi” al Sud

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“Lasciate ogni speranza per la dieta, o voi che al Sud andate!”. L’incipit di chiara ispirazione dantesca, è un urlo che rimbomba nelle orecchie di ogni TerroniNato quando alla fine della Bologna-Taranto si comincia già a sentire il profumo delle polpette col sugo di mamma.

“Mang’ oi ben i nonn, ca’ t vig sciupat” (Oh amore della Nonna, sei leggermente sottopeso. Non pensi che sia opportuno mangiare qualcosina di serio e non il solito sushi/minestrina/centrifuga etc.?). Chi non hai mai sentito queste parole scagli il primo panzerotto! Sante parole e che Dio benedica tutte le nonne.

Andiamo a noi… La nostra cucina tipica è ricca e variegata ma ciò è merito anche dei tanti prodotti che abbiamo a disposizione. Abbiamo provato, dunque, a stilare una piccola classifica coi migliori prodotti della nostra zona che non potrai non assaggiare quando “scenderai” al Sud.

10. Caciocavallo Silano DOP

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Su ogni tavola del Sud che si rispetti, non può mai mancare il caciocavallo, quello “sanizzo”. Se poi sei pure fortunato lo puoi perfino trovare appeso. Ne esistono di diversi tipi ma il migliore è indubbiamente il Caciocavallo Silano DOP. Si tratta è un formaggio a pasta filata prodotto lungo l’intera dorsale appenninica meridionale ma tipico dell’area silano-calabrese. Ottimo da gustare sia in un tipico sandwich musica-e-magia Made in Sud sia accompagnato da un buon goccio di vino.

9. La Colluracollura-uovo-terroninati

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Il Collura, invece, è un dolce pasquale tipico di tutta l’area del Pollino. Ha una forma intrecciata con un buco al centro, che simboleggia una corona o una bocca, con un uovo nel centro. Era uno dei pochi beni di lusso della società contadina: in ogni casa, a Pasqua, se ne doveva fare almeno una infornata, con le donne riunite a setacciare la farina, rompere le uova e sciogliere il malocchio in caso di problemi di lievitazione.

8. I Fichifichi

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Le origini della pianta del fico sono molto antiche, le prime notizie in merito risalgono infatti ad epoca molto remota. Il fico giunse in Calabria in epoca incerta, probabilmente al tempo della civiltà greco-romana per opera dei viaggiatori Fenici che la impiegavano come merce di baratto o che, nella versione secca, lo utilizzavano come riserva di calorie per le fatiche della ciurma. Da allora in poi la sua coltivazione si è insediata velocemente, in particolare nella provincia di Cosenza. Per ogni TerroneNato che si rispetti il fico rappresenta la giusta merenda pomeridiana nei caldi pomeriggi di fine primavera-inizio estate. Comprarli al supermercato? Macchè, presi direttamente dal ramo hanno un qualcosa in più.

7. Il Pane di Cerchiarapane-cerchiara-terroninati

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A nostro modesto parere, immediatamente dopo il pane di Altamura c’è quello di Cerchiara di Calabria. Esso viene impastato a partire da farina di grano tenero (preferibilmente della varietà maiorca o carosone) e da crusca o farina integrale. La cottura avviene in forno a legna alimentato da listelli di castagno, quercia e faggio. La sopressata è la morte sua…

6. Rosamarina (Sardella Calabrese)sardella-calabrese-terroninati

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Mille nomi ma lo stesso sapore: la Rosamarina, detta anche sardella, centobocconi, bianchetto o novellame è stata definita per la sua bontà il caviale dei poveri. In cosa consiste? E’ un prodotto naturale, senza conservanti, in cui i neonati delle sarde vengono mescolati insieme a sale e peperone rosso nella versione dolce o con peperoncino che può essere dolce o piccante.

5. La Liquirizia di Rossano

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Chi raggiungerà la Calabria specialmente in primavera, non potrà non notare le distese di liquirizia che si perdono nelle distese pianeggianti della piana di Sibari. La Liquirizia è una erbacea perenne rustica, cioè resistente al gelo, e cresce principalmente nell’Europa meridionale in terreni calcarei o argilloso-sabbiosi . La qualità che cresce e si riproduce in Calabria dove il clima è particolarmente asciutto e caldo, è definita dall’Enciclopedia Britannica come la migliore liquirizia in assoluto.

4. Il Limone di Rocca Imperiale IGPlimone-di-rocca-imperiale-igp-terroninati

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Rocca Imperiale è un paese in provincia di Cosenza di circa 3.000 abitanti, bagnato dal Mar Jonio e confinante con la Basilicata. U’ limon’ di Rocca Imperiale è una mutazione spontanea del diffusissimo Limone “Femminello Comune”, meglio conosciuto come limone rifiorente, poiché fiorisce almeno 4 volte all’anno producendo frutti caratteristici per ogni fioritura. Il suo profumo non ha eguali se poi lo spremi su una fritturina fatta a regola d’arte…

3. Le clementineclementine-calabria-terroninati

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Le Clementine sono il secondo agrume, dopo le arance, maggiormente consumato in Italia. Sono ricche, infatti, di vitamine, soprattutto di vitamina C, da cui derivano le proprietà drenanti, depurative, antinfiammatorie e antiossidanti. Intorno agli anni ‘60, grazie alla particolare predisposizione di alcune aree, la coltivazione si è ampiamente sviluppata e diffusa in Calabria. Il loro sapore e la spremuta che si ricava da esse è una vera e propria iniezione di vitamine

2. Arance: Biondo tardivo di Trebisaccebiondo-tardivo-trebisacce-terroninati

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Oltre che alle clementine nello scatolone da portarsi al Norddde di ogni vero TerroneNato non possono mai mancare le arance, se di “Trebisuazz” ancora meglio. Questa particolare specie di arancia tardiva dal profumo seducente e dal sapore sapido viene coltivata nelle nostre zone fin dall’antichità.

1. Il Peperone di Senise

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Non conoscete i peperoni cruschi di Senise? Male, anzi malissimo. “Su bun arrustut, su bun a’nzalat, ma quill crusch su chiù pr’giat”, recita un famoso stornello senisese. Dopo essere nzertati e messi ad essiccare al sole diventano molto croccanti (=cruschi), e possono essere gustati in diversi modi. La mia ragazza li preferisce fritti in abbondante olio d’oliva. E voi?

Basta, le lacrime non ci permettono di andare avanti. Pensate che stiamo esagerando? Non vi resta che venire a farci una visita (Non pensate che i prodotti siano finiti qui, a breve un altro articolo!). Ah, mi raccomando non venite già mangiati.