Trebisacce, gli scavi di Broglio: un patrimonio ancora tutto da scoprire

Trebisacce, gli scavi di Broglio: un patrimonio ancora tutto da scoprire

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L’Alto Jonio è bello tutto e non smetteremo mai di sottolinearlo e oggi vogliamo portarvi a Trebisacce, più precisamente nell’area archeologica di Broglio.

Il sito rappresenta a tutt’oggi lo scavo più importante e proficuo per la conoscenza delle civiltà preelleniche della Calabria durante il millennio che precedette la colonizzazione greca (1700-700 a.C. circa). Sempre presso gli scavi di Broglio sono stati individuati e studiati gli intensi rapporti con l’antichissima civiltà dei palazzi micenei dell’Egeo, decantati dal buon Omero. Praticamente una “mini-Pompei” che racconta alla perfezione (Alberto Angela levati proprio) la vita degli Enotri, i nostri antichi compaesani prima della colonizzazione.

A Broglio i lavori non si fermano mai e gli scavi archeologici, costantemente curati dalla Sovrintendenza archeologica della Calabria e col supporto del Comune di Trebisacce e dell’Università di Roma, La Sapienza, dal 1978 ad oggi ha riportato alla luce non solo importanti reperti mobili (tra i quali vasi identici a quelli della Grecia micenea, ma prodotti sul posto) ma anche dei magazzini contenenti grandi giare di olio e tracce delle case in legno e intonaco di argilla.

Antico-Forno-a-Broglio-trebisacce-terroninatiIl villaggio sorge su terrazzi naturali, in una posizione naturalmente difesa da pendii a strapiombo. L’agglomerato degli Enotri era costituito da una città alta (acropoli e non Lauropoli) recintata da fortificazioni e altri nuclei di abitato con la funzione di vedetta, avamposto tecnico-tattico.

Quando fu fondata Sibari, al centro della Piana omonima, tutti i villaggi degli Enotri che si trovavano sulle alture circostanti vennero distrutti e/o abbandonati. Anche a Broglio toccò la stessa fine.

La sua collocazione geografica, in una posizione alta e panoramica lontana dall’abitato, si presta nel modo migliore alla valorizzazione come Parco archeologico e ambientale. Per questa ragione ma non solo, con fondi nell’ambito del Programma Operativo Turismo (OB.1-1994/99) – Itinerari Culturali Interregionali, Magna Grecia – Nel 2000 vi è stato realizzato il Parco archeologico in questione. L’attrazione centrale consisteva nella ricostruzione, in dimensioni reali, delle case che meglio avevano resistito nel corso dei secoli. Nel 2006, i lavori sono stati implementati con la realizzazione dei forni per la cottura della ceramica secondo le procedure preelleniche.

Gli scavi di Broglio però sono ancora una miniera a cielo aperto tutta da scoprire. Gli studi di fattibilità commissionati dal CIPE infatti, confermano ciò, segnalando le enormi potenzialità del sito per un ulteriore sviluppo nel senso di valorizzazione.

Non vogliamo però svelarvi tutto il pacchetto perché altrimenti, poi, non ci venite più. Quindi se non siete ancora e non vedete l’ora di visitarlo, non vi resta che cliccare qui.

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